Buonanotte all’Italia

Sono partito da Parigi (tre gradi e pioggerellina antipatica) avvolto nel cappotto, la mia sciarpa, il mio Borsalino verso l’aeroporto Orly con il mio collega francese.

Torno spesso in Italia: un po’ per lavoro ma anche per altri motivi (ho tre figli che vivono con la mia ex moglie) magari passando dalla Svizzera dove vive la mia compagna, la regista televisiva Roberta Pedrini.

Atterrati a Roma si scende dall’aereo e si sente il profumino del mare, ci sono 13 gradi e si va verso un taxi. Il tassista mi apre la porta dell’auto e mi chiede ”ndo’ annamo, capo?’’ Sorrido: evviva, finalmente Roma! Queste cose mi mancavano…

Poi cena di lavoro: incontro le persone che mi aspettano e mi portano a mangiare al mare (che dal centro di Roma dista mezz’ora) in ristorante magnifico: si parla italiano, francese, inglese, romano… Ottimo cibo, vino fantastico. Si chiacchiera e il francese a quel punto mi dice: “io non capisco voi italiani che venite a vivere a Parigi, se potessi io mi trasferirei in Italia.”

Provo a spiegargli che l’Italia non è solo mangiare bene spendendo (relativamente) poco e avere un clima migliore di Parigi. Insomma, non solo pizza e mandolino: c’è un prezzo da pagare per qualunque cosa.

Dopo cena mi caricano in auto e attraversando Roma di notte, guardandola dal finestrino, penso che sì, questa è davvero la città più bella del mondo. E penso che è vero: l’Italia è unica: qui ci sono cose che all’estero non senti mai e che non ti capitano mai.

L’Italia è davvero meravigliosa.

Guarda caso in quel momento dalla radio risuonano le note di “Buona notte all’Italia” di Ligabue: mi ricordo che nel video del brano passano le foto di personaggi pazzeschi tra i più disparati: Pasolini, Modugno, Pertini, Coppi, Gaber, Fo, Mastroianni, Falcone, Borsellino e molti altri.

Archivio quel viaggio, ritorno a Parigi e poi ancora su e giù per l’Europa e dopo migliaia di chilometri, rientrando a Parigi da Bruxelles, ripenso a Roma e all’Italia e ritrovo il video di quella canzone: rivedendolo ho pensato che Luciano ha fatto un lavoro di sintesi incredibile spiattellandoci, tra la canzone e le immagini, la storia di questo grande Paese.

Ci sono anche le immagini dell’Italia ferita come quelle della strage di Bologna, di Piazza Fontana e molto altro.

Guardando il video mi sono sentito fiero di essere italiano ma anche molto triste nel notare che i personaggi proposti appartengono alla mia generazione, a quella prima e forse a quella prima ancora.

Sarebbe ora troppo facile fare un discorso da vecchi dicendo che l’Italia è finita, che nomi così non ce ne sono più, che i tempi sono cambiati, che i giovani non hanno fegato e talento così come sarebbe facile tirare le somme e trarre superficiali conclusioni.

Io non voglio credere a queste cose e non voglio rassegnarmi dando l’Italia come un Paese “bollito”.

Però la tristezza che mi dà vedere un grande Paese basato solo sui ricordi non me la toglie nessuno.

Vorrei vedeste il video ascoltando bene le parole della canzone (un testo già di per sé commovente, non vi dico l’emozione di sentirlo nella notte romana che dicevo) così come ho fatto io riflettendo su quel ”Buonanotte all’Italia, che si fa o si muore o si passa la notte a volersela fare…”

Lo trovate qui: https://www.youtube.com/watch?v=_bANQ2wWs6g 

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